Daniel Louvard non crede nella “discriminazione positiva”. I ricercatori che lavorano con lui al Left Bank Cancer Laboratory gli hanno consigliato più volte di assumere con la diversità di genere in mente. Ma il signor Louvard, direttore di ricerca presso l’Institut Curie e uno dei più noti biochimici in Francia, continua ad assumere donne.
“Prendo i migliori candidati, punto” dice Louvard. Il suo team è composto da 21 donne e 4 uomini.
La rivoluzione silenziosa che ha visto le donne del mondo occidentale rimontare sugli uomini nel campo dell’istruzione e nella forza lavoro sembra aver toccato anche la scienza, il bastione più ostinatamente ‘maschile’.
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marzo 11th, 2010
Redazione Womentech
Il mese scorso, un professore di fisica della Università dell’Oklahoma prese un computer portatile lo immerse nell’azoto liquido e lo scagliò sul pavimento dell’aula, una scena filmata di nascosto da uno studente che è stata vista su YouTube da un milione di persone stupite o divertite. Stizza? Follia? No. Il professore volle solo ricordare ai «digitally distracted», gli studenti che si distraggono dalle lezioni per giocare al computer, fenomeno dilagante in America, che da quel momento avrebbero preso appunti solo su carta. Come i loro genitori e i loro nonni.
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marzo 10th, 2010
Redazione Womentech
L’accesso a internet è un diritto fondamentale: lo pensano quattro persone su cinque nel mondo, e poco importa da quale lato del divario digitale si trovino. Lo rivela un sondaggio commissionato dalla BBC e condotto su 27mila adulti attraverso 26 Paesi. La stragrande maggioranza degli intervistati non sembra avere dubbi sull’importanza della rete, ritenendo che abbia prodotto cambiamenti positivi e aperto spazi di libertà. Né si registrano differenze significative in base al livello di informatizzazione raggiunto in un determinato Stato. Tra i più convinti sostenitori di internet come diritto, ad esempio, ci sono la Corea del Sud (96%), il Messico (94%) e la Cina (87%).
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marzo 9th, 2010
Redazione Womentech
Le 15 borse di studio internazionali L’Oréal-UNESCO per il 2010 sono state presentate presso la sede dell’UNESCO lo scorso 3 marzo. Queste fellowships vengono assegnate ogni anno a dottorande e post-dottorande per consentire loro di portare avanti le loro ricerche all’interno di laboratori internazionali al di fuori dei loro paesi d’origine.
Le vincitrici del 12° Premio L’Oréal-UNESCO per le Donne nella Scienza hanno invece ricevuto i premi durante una cerimonia che si è tenuta il 4 marzo presso l’UNESCO, in presenza di Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO, e Sir Lindsay Owen-Jones, Chairman di L’Oréal e della L’Oréal Corporate Foundation. Ogni vincitrice riceve un premio di $100.000 in riconoscimento del suo contributo alla scienza.
L’elenco delle vincitrici qui.
marzo 5th, 2010
Redazione Womentech
Le donne oggi costituiscono un immenso serbatoio di talento nel mondo del lavoro e rappresentano più della metà del mercato dei beni di consumo. Raggiungere le consumatrici e sviluppare il talento femminile è essenziale per far fronte alle sfide del ventunesimo secolo. È dimostrato infatti che un miglior equilibrio di genere nelle imprese – a tutti i livelli, ma soprattutto ai piani alti – porta a risultati migliori. Perché allora sono ancora così poche le donne in ruoli di leadership nelle aziende? Perché le imprese hanno difficoltà a rispondere adeguatamente alle esigenze delle consumatrici di oggi? Perché in tutto il mondo continua a persistere un divario salariale fra uomini e donne? Gli attuali sistemi aziendali e le relative culture non sono più adeguati né all’articolazione dell’odierna forza lavoro, né alla complessità della società, né alle sfide future. Bisogna uscire dai vecchi schemi e compiere una vera e propria rivoluzione culturale per rendersi conto che le donne nel mondo del lavoro non costituiscono un problema etico, ma una necessità economica. Portatrici di attitudini e capacità diverse, esse costituiscono una gigantesca opportunità e favorirne l’ascesa alle posizioni di vertice è urgente per assicurare una crescita sostenibile dell’economia.
Questo il messaggio del libro “Rivoluzione Womenomics” di Avivah Wittenberg-Cox e Alison Maitland che verrà presentato l’8 marzo presso del Gruppo 24 Ore (Via Monte Rosa, 91 – Milano). Trovate il programma qui.
marzo 4th, 2010
Redazione Womentech
La ricerca nanotecnologica ora si fa anche al Museo. Da oggi il Museo nazionale della scienza e della tecnologia «Leonardo da Vinci» di Milano apre un vero laboratorio gestito assieme all’Università degli studi milanese nel quale i visitatori possono discutere con i ricercatori mentre sono impegnati nelle loro alchimie. «Disturbate lo scienziato» è lo slogan ma anche il modo più sicuro per far conoscere e capire che cosa stia facendo e, soprattutto, perché.
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marzo 3rd, 2010
Redazione Womentech
Secondo una nuova ricerca del Pew Research Center, negli Stati Uniti le news online sono la terza modalità di fruizione dell’informazione, dopo le notizie sulle emittenti televisive locali e nazionali. La crisi della stampa tradizionale si fa sentire e il numero di lettori del vecchio giornale cartaceo crolla al 50 per cento.
In particolare si aggiorna in rete il 61 per cento delle persone, una percentuale nettamente superiore rispetto a coloro che leggono il giornale. Le televisioni sono in testa, con il 78 per cento degli intervistati che si informa guardando canali locali e il 71 per cento quelli nazionali. Regge bene anche la radio che, forse anche grazie agli spostamenti in macchina, costituisce una principale fonte di informazione per il 54 per cento degli americani.
Ma uno dei dati più significativi di quest’ultima ricerca riguarda l’altissima percentuale di lettori – il 90 per cento – che per informarsi sceglie più modalità, anche all’interno della stessa giornata. Secondo Amy Mitchell, che dirige il Project for Excellence in Journalism del Pew Research Center, gli americani stanno diventando famelici nella fruizione di news, sia online che offline.
Fonte: Pew Research Center
marzo 2nd, 2010
Redazione Womentech
(Fonte: Princeton University)
I gestori del programma pilota Amazon Kindle DX avviato presso la Princeton University hanno espresso la loro soddisfazione con i risultati del progetto, i quali indicano che gli studenti coinvolti sono riusciti a ridurre il loro consumo di carta di circa il 50%. Tuttavia, gli e-readers hanno bisogno di miglioramenti per poter essere pienamente integrati nel sistema di lezioni.
L’articolo originale qui.
marzo 1st, 2010
Redazione Womentech
Laura Olsen frequenta la scuola media e naviga in rete per le ricerche scolastiche. Paul Sands ha trovato un sito dove riesce a fare la spesa più facilmente che al supermercato. Kate Laitenen lavora in una compagnia assicurativa e passa tutto il giorno al computer. Laura è dislessica, Paul soffre di sindrome di Down, Kate è cieca. Per loro Internet è una risorsa insostituibile: Laura sceglie siti ricchi di immagini per non confondersi nella lettura, Paul trova sempre quel che cerca senza restare disorientato di fronte agli scaffali di un negozio reale, Kate può lavorare come chiunque altro grazie ai programmi vocali. Le loro tre storie, assieme ad altre, sono raccontate nel rapporto «Come i disabili usano il web» che è stato completato all’inizio di febbraio e sarà pubblicato entro il 2010 nell’ambito del progetto Web Accessibility Initiative del World Web Consortium, che mira a rendere la rete davvero accessibile a chiunque. La tecnologia infatti ha semplificato non poco la vita dei disabili e oggi si stima che in Italia oltre 500mila (su un totale di circa tre milioni) navighino abitualmente nel web. Ma c’è ancora parecchio da fare: non a caso un convegno su Internet e disabilità, che si è da poco chiuso a Padova, aveva il titolo «Cultura senza barriere».
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febbraio 26th, 2010
Redazione Womentech
Per uscire di casa, Eman dipende da un autista: è una donna e, in quanto tale, qui non può guidare. Quando gira con il marito, spesso si vela completamente il viso, anche se non le piace: lui, spiega, “preferisce così”. Ovunque vada, deve entrare da un ingresso separato: quello riservato alle donne. Poi torna a casa, accende il computer e racconta al mondo le regole che soffocano la vita sua e di milioni di altre donne in Arabia Saudita: Eman è una delle migliaia di donne saudite che negli ultimi anni hanno invaso Internet.
Il suo blog racconta le cose di cui, nella vita quotidiana, Eman può parlare solo a pochi intimi: cosa significa essere donna nel paese più conservatore del mondo, le tante regole a cui deve sottostare. E tutto quello che lei e molte altre come lei stanno facendo per cambiare le cose: dalle proteste contro il fenomeno delle spose bambine, allo sciopero dello shopping voluto per dire basta ai commessi uomini nei negozi di biancheria intima. “Ho studiato negli Stati Uniti e quando sono tornata ho cominciato a notare i tanti stereotipi che all’estero circolavano sulle donne saudite – Eman, 34 anni e 3 figli, racconta di fronte a un panino – così ho pensato di scrivere. Per provare a spiegare”. L’esperimento ha avuto successo: il suo blog – scritto in inglese – ha 500 visitatori al giorno e riceve commenti da tutto il mondo.
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febbraio 25th, 2010
Redazione Womentech
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