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Crisi economica, ripresa e imprenditoria femminile - Intervista a Gianna Martinengo a Radio24
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"Per non perdere il treno non hanno mai smesso di correre. Più veloci della crisi, con tenacia e senza dimenticare l'ironia, da nord a sud. Studiando gli itinerari giusti per dribblarla, perché l'economia secondo le donne ha ancora leve che si possono manovrare per percorrere i binari della ripresa. Velocità, ma anche concretezza...".
Radio 24 - L'Italia in controluce - Intervista di Anna Marino |
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Per una TV pubblica migliore
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Donne e TV
Solo la bellezza fa audience?
Appello delle donne ai vertici delle istituzioni in occasione del rinnovo del Contratto di servizio della RAI
Lo scorso 27 novembre 2009 Gabriella Cims, coordinatrice dell’Osservatorio sui Servizi Audiovisivi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicava su Key4biz l’articolo "Solo la bellezza fa audience?", contenente un appello a Paolo Romani (Vice Ministro MSE), Corrado Calabrò (AgCom) e Paolo Garimberti (Rai), perché in occasione del rinnovo del Contratto di Servizio della Rai si indicassero precisi obiettivi in direzione di un corretto posizionamento della donna in seno alla programmazione del servizio pubblico.
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Gianna Martinengo al Forum di Chiusura di GammaDonna
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29 gennaio 2010
Gianna Martinengo, imprenditrice, Presidente Didael e ideatrice di Women&Technologies, ha partecipato al Forum di Chiusura di GammaDonna – 3° Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile di Torino (28 e 29 gennaio 2010).
Il Forum di Chiusura, il cui tema è stato “Economia, etica, equilibrio sociale: le proposte emerse”, ha rappresentato un momento chiave nel quale, oltre a tirare le prime somme sulla manifestazione, si sono poste alla valutazione di un selezionato panel di “addetti ai lavori” e del pubblico presente idee e proposte significative emerse nel corso della due giorni salonistica che faranno parte di un libro bianco da inviare ai decision makers di riferimento (Ministeri, PA locali, associazioni datoriali, sistema creditizio, ecc.).
Il 3° Salone Nazionale "GammaDonna" (http://www.gammadonna.it/index.php) ha registrato la presenza di 113 relatori e circa 2.000 partecipanti alle 19 sessioni dei lavori sostenute da 65 enti sostenitori fra autorità locali, ministeri, associazioni, università e istituti di ricerca, sponsor e non ultimo Women&Technologies, rappresentato appunto in prima persona a Torino da Gianna Martinengo che ha dato il proprio contributo alla manifestazione anche in quanto membro del Comitato Promotore di GammaDonna.
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Pc e videogiochi per sole donne: parla Gianna Martinengo
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Navigano, chattano, sono campionesse dei videogiochi e non riescono a vivere senza cellulare. Colpa forse di vecchi luoghi comuni (“imbranate”, “poco portate”), le donne hanno impiegato più tempo degli uomini ad avvicinarsi alla tecnologia. Adesso però la scintilla è scoccata. Nel giro di tre anni, sono aumentate di oltre 2 milioni le bambine, le ragazze e le signore italiane che navigano su Internet e giocano con i videogame. Dal 2008 al 2009, inoltre, le donne con uno smartphone sono passate da 3,7 a 4,6 milioni. Musica per le orecchie delle aziende di elettronica e informatica, che nel femminile individuano una nuova appetibile fetta di mercato. Secondo l’agenzia Corbis (stime 2009) il giro d’affari delle tecnologie rosa ha già raggiunto i 55 miliardi di dollari. Ed è destinato ad aumentare.
Nella telefonia, il femminile viene associato soprattutto al colore e agli accessori (di tendenza il bianco e auricolari particolari come quelli Nokia da agganciare alla collana). E mentre “mini” è la parola d’ordine del notebook al femminile – piccolo e leggero per stare in borsetta (nessuno dei modelli più recenti è lungo oltre 27cm e pesa più di 1,3 kg) – rosa e bianco, ancora una volta, sono i colori dominanti.
Ma “attenzione, non siamo solo un colore”. Se non si va oltre le tonalità del rosa e un design gradevole, il boom di prodotti dedicati alle donne potrebbe diventare un autogol. La pensa così Gianna Martinengo, imprenditrice e ideatrice della conferenza internazionale Women&Technologies. “Limitare il femminile all’aspetto estetico rischia di essere riduttivo, addirittura offensivo” commenta. Soprattutto perché non contribuisce ad abbattere “i troppi luoghi comuni di cui il binomio donne-tecnologia è già prigioniero”. Primo tra tutti quello di un mondo femminile “spaesato” di fronte all’elettronica e all’informatica, capace di fruirne “solo a un basso livello di complessità”. “Se godono delle stesse opportunità, invece, uomini e donne possiedono fin da piccoli identiche abilità”.
L’articolo integrale - pubblicato il 23 gennaio sul Corriere della Sera - è disponibile (in formato .pdf) qui.
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